BOB SWINEHART, uno splendido arciere con un triste epilogo... |
La storia dell’Arco, soprattutto
nella seconda metà del 1900 è caratterizzata da nomi dietro ai quali ci sono
eventi, scoperte, innovazioni e aneddoti che ci permettono di gioire di questa
disciplina in ogni sua espressione. Purtroppo, pur avendo inciso pietre miliari,
buona parte di questi personaggi e le loro storie si perdono nella velocità con
cui bruciamo il nostro tempo. |
Con Bob Swinehart, la leggenda si
è arricchita di un aspetto umano. Per onorare chi non c’è più esiste solo il “bel ricordo” e questa volta è dedicato a un grande Arciere che da bambino sognava l’Africa e la caccia. |
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Bob Swinehart,
nasce il 12 aprile 1928 a Pottstown in Pennsylvania ma vive la maggior parte
della sua vita nella città di Emmaus. Il nome di questo personaggio resterà per sempre inciso nella leggenda della caccia con l'arco moderna per essere stato il primo a realizzare con arco e freccia il “Big Five” africano, famoso trofeo che comprende l’abbattimento di leone, leopardo, bufalo, rinoceronte e elefante. |
![]() Bob Swinehart a caccia con Fred Bear |
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Bob Swinehart a caccia con Howard Hill | |
Bob Swinehart è stato
inserito al 50 mo. posto nel prestigioso elenco della “Archery Hall of
Fame” (AHF) durante la cerimonia svoltasi a Indianapolis, il 29 Gennaio 2000, nel corso di una manifestazione AMO (Archery Manufacturers Organization). La figlia di Bob, Lisa Weida di Emmaus ha ritirato il premio durante la cerimonia a cui hanno partecipato 1.300 ospiti e 19 membri della famiglia Swinehart. Bob Swinehart, durante la sua vita, fece svariati safari in Kenya, Angola, Sud Africa e Mozambico utilizzando un attrezzatura similare a quella del suo mentore Howard Hill: arco longbow composito con lamine di bamboo e fibra di vetro, spaziosa faretra da spalla, frecce di legno ma anche di fibra di vetro, le Micro-Flite, diffuse in quegli anni 60. Per abbattere 4 dei 5 animali del famoso trofeo utilizzò il suo favorito longbow da 100 libbre. Solo per il leopardo si affidò a un arco ricurvo smontabile da 75 libbre, il mod. Bushmaster, che Bob stava testando sul campo per il suo amico Ben Pearson, fondatore dell’omonima azienda di Arcieria a Pine Bluff in Arkansas. Bob Swinehart ha sempre detto di aver considerato il suo incontro Howard Hill come un punto di svolta nella sua carriera di arciere. Si racconta che Bob incontrò Howard Hill nel 1959, nel corso della celebrazione del Centenario della città di Emmaus, dove il già leggendario arciere si esibiva nello stadio di football del liceo con i suoi virtuosismi, tra cui colpire monete da un quarto di dollaro lanciate in aria. Howard Hill è stato tra i primi a riconoscere il talento di Bob Swinehart, al punto da esprimersi con queste parole: "In molti anni di caccia con l'arco sono stato in diverse parti del mondo e ho cacciato con molti arcieri. Di questi “bowhunters” sono convinto che Bob Swinehart è il miglior cacciatore che ho avuto il piacere di avere al mio fianco. Non è solo un eccellente tiratore ma ha una grande dose di pazienza, è un eccezionale tracciatore, possiede un grande coraggio ed una forza prodigiosa tanto da riuscire a gestire archi di oltre 100 libbre pur avendo un fisico normale. Quando seppi che questo giovane uomo si propose di realizzare il Big Five con arco e freccia, qualcosa che aveva sognato fin da ragazzo, ero sicuro che avrebbe raggiunto questo obiettivo, sempre se non si fosse fatto ammazzare prima….. La mia unica critica su di lui è che rischia troppo" Howard Hill lo criticava anche per il suo consumo folle di Coca-Cola e salatini della Bachman. Bob, nella sua prima spedizione in africa se ne portò dietro ca. 50 kg e ne mangiava un kg. al giorno!! Spesso si vede questo fusto di salatini immortalato da alcune foto pubblicate sui suoi libri. |
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Bufalo | Leone |
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Rinoceronte | Elefante |
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Bob con un ricurvo della Ben Pearson | Leopardo |
Note di interesse su Bob Swinehart:
- Primo Vice Presidente della Professional Bowhunters Society (1963-1964) - Ammiratore e allievo del leggendario Howard Hill - Instancabile promotore del tiro con l’arco e della Caccia con l'arco - Primo cacciatore con l’arco ad aver realizzato il pericoloso "Big Five" africano (leone, leopardo, rinoceronte, bufalo e elefante) - Membro fondatore del Pope & Young Club - Scrittore di articoli per la rivista Bow &. Hunting Magazine. - Autore del famoso libro "In Africa with Bob Swinehart" stampato nel 1967 in ca. 5.000 copie. - Autore del famoso libro “Sagittarius” stampato nel 1970. - Tra i suoi trofei: orso, leone di montagna e altre specie di grossa selvaggina del Nord America - Entra a far parte del prestigioso elenco della “Archery Hall of Fame” il 29 Gennaio 2000 |
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Sequenze di azione sull'elefante | |
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Illustrazione sulla rivista “Ripley Believe It or Not" dove viene messo
in evidenza per il suo abbattimento di un rinoceronte nero da 3 tonnellate con arco e freccia. |
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Leone di montagna | Cervo whitetail insieme ad Howard Hill |
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Il sogno di Bob Swinehart di cacciare in Africa è iniziato nei suoi anni
d'infanzia e dopo averlo realizzato lo ha trasferito in due libri, oggi molto rari e ricercati tra i collezionisti. |
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"In Africa with Bob Swinehart" Stampato nel 1967 in ca. 5.000 copie da Boyertown Publishing Company, Pennsylvania, con 98 pagine dove vengono documentati i safari in Angola e Mozambico del 1964 e 1966, durante i quali realizzò il Big Five. |
"Sagittarius" Stampato nel 1970 da Gallant Publishing Company-Covina, California, con 240 pagine che hanno come oggetto la caccia con l’arco al “big game” africano, con foto e disegni del famoso illustratore naturalista Doug Van Howd . |
La vita avventurosa di questo grande arciere cacciatore entra in un vortice di
disgrazie familiari. Bob, durante la guerra, era quello che chiamavano un “cracker”, uno di quei ragazzi che avevano il compito di scongelare e ricomporre i soldati morti. Si pensa che quando vide il fratello assassinato e in stato di congelamento nella sua auto possa avere avuto un flash back, oltre a questo la morte per cancro del padre, il divorzio dalla moglie e una crisi finanziaria lo fanno cadere nel baratro della depressione da cui cerca di uscire con trattamenti psicoterapeutici pesanti fino ad arrivare all’elettroshock. Un lunedì pomeriggio del 1 Maggio 1982 Bob si uccide con un fucile da caccia calibro .243 a Pottstown in Pennsylvania. Questa sua fine porta alla memoria un altro grande personaggio: Ernest Hemingway, scrittore, amante della caccia e dell’Africa, anche lui vittima della depressione. |
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Concludo con le parole di un
arciere americano che come me ha voluto ricordare e salutare questo personaggio:
Non possiamo giudicare un uomo, né comprendere i demoni che perseguitano il suo cuore e la sua anima. Viviamo giorno per giorno con la nostra fragilità, in piedi contro il vento, cercando di non cadere. Buone frecce, razza rara !! |